C A P O N E   S T O R Y
Irriverente, capriccioso, millantatore,
si crede un avvocato, uno chef.
Si crede un grande architetto un artista.
Si crede Reagan.
Luglio 2023
Capone visita “ 10 Corso Como “
Una tarda mattina di un caldo sabato di luglio Capone percorre felice e a passi veloci
col suo bastone Corso Garibaldi a Milano. Il caffè Radetzky si trova sul finire del corso
ed anticipa di poco la chiesa di Santa Maria Incoronata e l’imponente Porta Garibaldi
ricavata lungo i bastioni spagnoli. Il caffè, con la sua atmosfera retrò, è una istituzione
per gli amanti della dolce vita milanese che affolla soprattutto alla sera il corso.
Capone non può non fermarsi anche per un semplice caffè per poi proseguire rinfrancato
oltrepassando la porta e lasciando alle sue spalle la chiesa.
Da qui inizia Corso Como, una breve via di negozi, caffè e ristoranti con le loro
splendenti vetrine piene di immagini e colori.
Ai tavoli all’aperto gente allegra e vociante
servita da camerieri gentili nelle loro bianche camicie e con i loro improbabili
vassoi in equilibrio sui palmi delle mani, ricolmi di prelibatezze.
10 Corso Como è una pausa rispetto a tutto ciò. E’ una iconica scritta sopra un grande portone
di legno in una facciata di uno storico ma semplice palazzo ricoperta di piante e di verde
che la avvolgono come in un abbraccio.
Nel 1990 Carla Sozzani con passione e talento trasforma questa casa di ringhiera in un
luogo magico e meraviglioso, in uno spazio culturale e ricreativo che diventerà ben presto
famoso e apprezzato a livello internazionale. Al primo piano una galleria d’arte, dedicata alla
fotografia, alla pittura, al design e alla architettura e successivamente la magnifica
libreria con bellissimi libri e cataloghi di mostre da tutto il mondo.
Al piano terra con affaccio sul cortile la caffetteria e lo splendido giardino, oltre al negozio
con una accurata selezione di prodotti di moda, arte e accessori.
Capone come Alice si immerge in questo fantastico mondo, i suoi occhi si riempiono
di bellezza, la sua anima infantile e gioiosa è rapita da tanta raffinatezza.
Per ore Capone visita quegli spazi, quel mondo fantastico e fiabesco dove il tempo sembra
si sia fermato. Attraversa il giardino ed entra nel caffè e nel negozio. I vestiti i cappelli
i colori riflessi negli specchi accompagnano Capone alla scoperta di tanta meraviglia.
Sale infine al piano superiore dove si apre il grande spazio della libreria. Si affaccia
prima alle finestre che danno sul cortile e sulla verdeggiante parete di fronte
così tanto fotografata da visitatori provenienti da tutto il mondo.
I libri e i cataloghi insieme agli oggetti di design sono disposti sui tavoli e occupano l'intera superficie.
Capone è attratto soprattutto da alcuni di questi; una curiosa pubblicazione di due
originali artisti e amici, Gilbert & George, le cui performances, il loro singolare
modo di vestire e di definirsi sculture viventi colpiscono la mente semplice e fanciullesca
di Capone ed un’altra che illustra la vita e l’opera di Man Ray. In questo caso la comprensione
è più difficile; le immagini oniriche e dissacranti di questo immenso artista
lo affascinano ma allo stesso tempo lo turbano.
E’ solo un attimo di smarrimento per poi continuare la visita alla galleria d’arte e alla
mostra dell’artista americano Kris Ruhs. Qui Capone ritrova il suo mondo nel mondo
poetico e incantato, ma sorretto da una grande disciplina formale di questo
fantasioso e poliedrico artista. Disegni, dipinti ed installazioni si fondono nell’opera
di Ruhs aggiungendo incanto e bellezza a questo splendido luogo di cultura e di svago.
Capone raccoglie fotografie di fronte e in mezzo alle opere, documenta il suo viaggio
per poi forse mostrarlo e condividerlo con gli amici più cari.
Finita la visita, i rumori della strada sono un ritorno alla realtà. Capone percorre
l’ultimo tratto di Corso Como, sale in fondo a destra la rampa pedonale che porta
in piazza Gae Aulenti e alla city nuova con i suoi minacciosi e impenetrabili grattacieli
di ferro e cristallo che si stagliano verso il cielo.
Capone allora si ferma e si abbandona sul prato, chiude gli occhi e per un attimo
rivive i momenti passati in quel cortile di quella casa di ringhiera
di Corso Como 10 che Carla Sozzani aveva trasformato tanti anni fa in poesia.