C A P O N E   S T O R Y

Irriverente, capriccioso, millantatore,

si crede un avvocato, uno chef.

Si crede un grande architetto un artista.

Si crede Reagan.


Agosto 2024

La notte di San Lorenzo

Torrido agosto e notti di Stelle Cadenti. Sulla grande terrazza del piccolo Borgo Antico,

Capone osserva la campagna che ha di fronte. Le dolci colline baciate dal sole

accolgono le vigne e gli olivi disegnando una meravigliosa tavolozza. Capone è

abbagliato dal sole e da tanta bellezza. Intravede in lontananza la macchia verde

che racchiude e nasconde alla vista la maestosa Cupola di San Donnino,

oltre alla sagoma delle antiche case di Petrognano. Al di là del profilo ultimo

delle colline c’è San Gimignano e le sue torri e oltre ancora, forse il mare.

Alle sue spalle il mitico Bar Sport sulla antica via Cassia accoglie

i turisti che si mescolano ai frequentatori locali e dove ogni giorno si raccontano

le stesse storie fino alla nausea che diventano in tal modo indimenticabili.

Come quella di Gino che tanti anni fa si dice che avesse collocato il suo

personale ufficio proprio fuori ad un tavolino del bar e che fosse

considerato il più grande venditore di case della zona.

Capone percorre l’ antica strada che da Barberino Val d’Elsa conduce a

Certaldo e attraversa i luoghi dove tutt’ora vive il mito della Città di Semifonte.

Luoghi della collina considerati sacri e pieni di magici poteri dove si celebrano

pratici accordi e promesse d’amore che mai finirà.

Capone arriva ansioso al borgo di Petrognano le cui torri furono erette da Firenze

con funzioni di presidio e controllo della intera zona dopo la distruzione di

Semifonte. La magia di questo antichissimo luogo affascina e commuove

Capone. Il silenzio irreale e il leggero degrado lo rendono misterioso

e fuori dal tempo. Più avanti protetta da un abbraccio verde di alberi, Capone

incontra la Cappella di San Michele Arcangelo a Semifonte unica

eccezione al divieto assoluto di riedificazione dopo la caduta

della mitica città imposto da Firenze nel 1203.

La cappella sormontata da una cupola ottagonale riproduce

in scala la cupola del Duomo di Firenze del Brunelleschi.

Capone si siede stanco sugli scalini della porta di ingresso chiusa,

osserva dalla sommità della collina l’ordine geometrico quasi maniacale

dei filari delle vigne e il colore cangiante delle foglie degli ulivi ai raggi del sole

che sta per tramontare. Più avanti prima della discesa verso Certaldo

la vegetazione verde e rigogliosa si fa più rada, la collina diventa

brulla, ricoperta di erba secca bruciata dal sole.

Capone si abbandona stanco fra gli arbusti e aspetta che il sole

tramonti definitivamente e fiduciosamente si compia il miracolo.

Immagina in sogno il cielo che si illumina di stelle cadenti come i baci del

coraggioso guerriero per la bella principessa Laika. Così per Capone ogni stella

cadente è un messaggero di amore eterno e il cielo notturno si trasforma

in un palcoscenico celeste.

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Il ritorno a casa a tarda notte ripensando alla giornata trascorsa

con un ultimo sguardo al cielo prima di dormire per una ultima illusione.



Foto: San Lorenzo notte, Sinecchio, 12 agosto 2024

Brano: Autore Murubutu


https://youtu.be/GU9l11VmMBc?si=Y_xLXVx2xwSD2Yoq