C A P O N E   S T O R Y
Irriverente, capriccioso, millantatore,
si crede un avvocato, uno chef.
Si crede un grande architetto un artista.
Si crede Reagan.
Giugno 2022
Dopo la Biennale di Venezia con la tristezza nel cuore per il Padiglione Russo chiuso,
Capone visita al Museo Pecci di Prato la mostra Schema 50.
Una galleria fra le neo-avanguardie (1972-1994).
Capone si immerge affascinato fra le immagini, i suoni e i documenti che testimoniano
l’audacia di quegli artisti e la creatività di un periodo storico e politico.
Pittori, musicisti, poeti, uomini di cultura in genere, erano sapientemente accolti in quel
magnifico spazio fiorentino di via della Vigna Nuova creato da Alberto Moretti e Raul Ernesto Dominguez.
È una meraviglia per Capone muoversi tra quelle immagini, tra quei concetti affascinanti
e talvolta per lui così semplice, perfino oscuri. Un mondo fantastico di idee e di pensiero.
Capone lascia il Museo più ricco e inebriato di bellezza, ma prima di affrontare il viaggio di ritorno,
non può mancare di soddisfare anche la sua anima sibarita in una bella pasticceria vicino al Museo.
Ottobre 2022
Capone visita a Torino le mostre di Gregory Crewdson e Lisetta Carmi
… ritorno a Milano da Torino. Mentre L. guida in silenzio ripenso alla giornata trascorsa. Alle immagini
della città che ho visitato; alle sue piazze, ai suoi portici al castello. Ripenso ai meravigliosi caffè e
alla folla vociante e pittoresca del mercato di Porta Palazzo. Questa maschera mi pesa
incuriosisce la gente, nasconde i segni lasciati dal tempo sul mio viso e la vita che passa furiosa
come queste macchine che sfrecciano rumorose sull’asfalto.
Ripenso alle opere bellissime e letterarie di Gregory Crewdson e a quelle realistiche e
commoventi di Lisetta Carmi e alla sua affascinante vita. Lei giovane della buona borghesia
ebraica, musicista insigne e talentuosa prima e successivamente fotografa impegnata nel sociale.
I suoi viaggi in tutto il mondo alla ricerca della verità. Fino in India dove troverà
quella libertà che aveva sempre cercato…
Sono stanco, tra un’ora sarò a casa e anche questa giornata sarà finita. Un caro saluto a tutti, a domani.
Con affetto, in arte Capone
3 Febbraio 2023
Capone al Teatro Bibiena S. Agata Bolognese al concerto di Enzo Gragnaniello
- Rint’ ’o posto sbagliato -
Freddo pungente e notte di luna piena accompagnano Capone a Santa Agata Bolognese per il concerto
tanto atteso. Le case dalle facciate colorate e nascoste dai trecenteschi portici si sviluppano lungo la via
principale con accesso dalla elegante porta Odesia. L’ingresso al Teatro Bibiena è sotto i portici, quasi
non si distingue dagli altri portoni. Capone entra emozionato e sale la scala che conduce alla sala del teatro.
La sala è un piccolo gioiello, raccolta e circoscritta dalla sovrastante balconata. Stucchi e decorazioni
contribuiscono ad accrescerne l’eleganza e il fascino e la meraviglia di Capone, che
per primo si siede in trepidante attesa. Quando si spengono le luci inizia la magia, la realtà diventa artificio.
Due ore di emozioni accompagnano Capone in un mondo magico fino all’applauso e all’abbraccio finale.
L’incontro con gli artisti, il caldo tè offerto dagli organizzatori dell’evento sotto i portici riconducono
Capone alla realtà. Felice della meravigliosa serata ritorna a Villa La Tartaruga
presso la quale aveva trovato alloggio. Ripercorre il percorso che aveva memorizzato. In fondo a destra
di fronte al bar notturno, poi dritto fino al grande rondò, lasciando sulla sinistra le vetrine illuminate
del museo Lamborghini. La Tartaruga è un bed and breakfast ricavato in una bellissima e antica
costruzione adibita in origine parte a caseificio e parte, ai piani superiori, ad abitazione padronale
situata in aperta campagna. I proprietari e il loro dolcissimo levriero accolgono
amorevolmente Capone. Le sale, i quadri, gli arredi sontuosi
sono manna per gli occhi di Capone colpiti da tanta meraviglia.
Al mattino presto dopo i saluti la partenza per il viaggio di ritorno.
Ancora emozioni per Capone con la visita alla Abbazia Benedettina di Nonantola
costruita prima dell’anno mille e successivamente sosta con visita a Modena.
Il restante viaggio è un lento risveglio verso la realtà. Fino alla vista in lontananza
del profilo delle montagne. Di fronte la Grigna e più a sinistra il manto nevoso del Monte Rosa.
Per un attimo Capone chiude gli occhi e vede ancora quella luna piena e luminosa sopra la porta Odesia.
Sente il canto e la voce più bella di Napoli di Enzo Gragnaniello che insieme
al violoncello di Erasmo Petringa e alla mandolina di Piero Gallo hanno riscaldato i cuori
in un piccolo teatro in una fredda serata d’inverno.
Colonna sonora del film Napoli Velata del regista Ferzan Ozpetek, Vasame di E.G.
VASAME